Allestimenti

Lampeggiante Eisemann. Si noti l'etichetta che va orientata in avanti.

Lampeggiante Eisemann aperto.

Posizionameto del lampeggiante Eisemann.

Antenne usate su Gazzelle e Pantere nelle varie epoche.

Faro brandeggiante.

Sirena AR Celere

Lampeggiante Eisemann.

Frontalino ricetrasmittente OTE Carabinieri e Polizia.

Ricetrasmittente Prod.El 76/16

Ricetrasmittente Prod.El 68/16

Ricetrasmittente Ducati RT 735S usato.

Ricetrasmittente Ducati RT 735S Nuovo in imballo originale con manualistica e accessori.

Particolare Ducati RT 735S nuovo.

Lampeggiante.

L’amaranto polizia, il nero e i colori di serie.

Sul finire degli anni Quaranta, l’esigenza di far fronte alla notevolissima disomogeneità della colorazione degli automezzi della Polizia, unita all’aumento del loro numero, inizia ad essere avvertita da parte dei vertici dell’Amministrazione. Ciò porta all’emissione di alcune circolari che dispongono la verniciatura in amaranto di tutti i veicoli, a cominciare da quelli appartenenti a Reparti ad inquadramento diretto – e quindi di carattere più spiccatamente militare – quali i Reparti Celeri e Mobili e la Polizia Stradale. La situazione è resa ancor più caotica che anche i mezzi verniciati in amaranto – spesso anche in conseguenza di esigenze inerenti singoli casi – utilizzano vernici di fattura diversa tra loro; ciò conferisce al corpo un’immagine non proprio impeccabile, soprattutto in raduni di veicoli di differente provenienza in occasione di celebrazioni e parate. A quest’ultimo problema si cerca di ovviare disponendo la fornitura direttamente da parte del Ministero a tutti gli Enti interessati. La situazione crea però una serie di problemi tecnici, innanzitutto per l’individuazione delle esatte tonalità e requisiti della nuova vernice, quali soprattutto la resistenza all’uso in condizioni particolari ed agli agenti atmosferici, salvaguardando allo stesso tempo l’economicità, esigenza comprensibile nel periodo di ricostruzione post-bellico.
Solo alla fine degli anni Cinquanta le cose migliorano, soprattutto in considerazione dell’ulteriore rinnovo del parco mezzi, con l’arrivo o la maggiore diffusione di vetture quali la Giulietta, di furgoni quali il Romeo o di jeep quali le Campagnola. Le circolari ministriali in materia si occupano anche delle iscrizioni da apporre sui mezzi di colore amaranto. Tra le varie soluzioni che optano per la rispettiva indicazione sui mezzi distribuiti ai vari Reparti del Corpo (quali Reparti, Nuclei e Sottonuclei Celeri, Reparti Mobili, Territoriali, Magazzini Centrali e Regionali, Polizia Stradale, Scuole, ecc.), si presceglie opportunamente quella più semplice mediante l’indicazione di appartenenza solo da parte di Nuclei e Reparti Celeri, Reparti Mobili e Polizia Stradale; tutti gli altri sono identificati semplicemente dalla scritta POIZIA. Nel 1950 tuttavia la situazione riguardante le scritte muta: a a quelle a caratteri bianchi a stampatello indicanti per esteso l?Ente di appartenenza, si sostituisce l?indicazione dell?Ispettorato – un numero romano contenuto in un rettangolo bianco collocato anteriormente e posteriormente dal lato del conducente – e, dal lato del passeggero, da un contrassegno rappresentato da: il Centauro per la Polizia Stradale; la dicitura CELERE, preceduta dal rispettivo numero ordinale (1°, 2° O 3°, contenuta anch’essa in un rettangolo bianco a fondo bli) per i Reparti Celeri; medesimo rettangolo a fondo rosso per i Reparti Mobili con la dicitura ..° MOBILE (dove ..° sta per il numero del Reparto di appartenenza). Unica eccezione all’indicazione della zona (Circoscrizione) è costituita dai Nuclei e dai Sottonuclei Celeri: al posto del numero romano viene indicato il nome della Questura di appartenenza mentre, sul lato del passeggero, è indicata la dicitura CELERE.
La questione della colorazione è avvertita in minor misura per quanto riguarda i mezzi adibiti a compiti di carattere più “civile”, quali quelli appartenenti a Questure, Commissariati, o impiegati in servizi di rappresentanza. Si vuole solamente ricordare, negli anni Quaranta, il nuero telefonico spennellato su sportelli e parabrezza dei mezzi della neonata Squadra Mobile, a cominciare dal “777” di quella di Milano. Proprio la Mobile “veste” soprattutto di nero le proprie vetture in servizio di pronto intervento; queste non sono contraddistinde da alcuna iscrizione salvo, avere in rari casi, un pannello sul parabrezza con la scritta PRONTO INTERVENTO.

 

Il grigioverde

Nel 1961, l?Amministrazione decide il passaggio ad un inedito grigioverde, ispirato alla natura militare del Corpo, anche se nettamente più chiaro e particolare rispetto a quello dei mezzi delle Forze Armate. E’ il primo vero e proprio colore d’Istituto, che uniforma progressivamente l’estetica di tutti i mezzi in servizio di Polizia. La ditta Savid di Cernobbio se ne aggiudica l’appalto per la fornitura. La ragione del mutamento è ispirata da fattori essenzialmente pratici. L’amaranto Polizia infatti si rivela “scarsamente resistente agli agenti atmosferici e, di conseguenza, insufficientemente stabile nel punto di colore”, così come è indicato da una circolare ministeriale di quell’anno. D’altra parte, è impossibile uniformare in tal senso l’intero autoparco in tempi brevi, anche e soprattutto in virtù di esigenze pratiche ed economiche. Verrà data la precedenza ai veicoli in dotazione ai Reparti Mobili e Celeri ed a quelli in dotazione agli Uffici, Reparti e Scuole delle città di Roma, Milano e Torino. Successivamente e nell’ordine saranno verniciati i mezzi dei Nuclei, Sottonuclei e Sezioni Celeri, gli altri mezzi delle Questure ed infine quelli della Polizia Stradale. Allo scopo ,tuttavia, di esaurire le scorte di vernici e diluenti esistenti presso Autocentri, Uffici e Reparti, gli altri veicoli vengono ancora riverniciati – quando necessario – in amaranto.
Il nuovo grigioverde è il colore dell’Alfa Romeo 2600 sprint e, soprattutto della Giulia. Nonostante l’uniformità cromatica tra tutti i reparti, il nero contraddistingue ancora diversi mezzi della Mobile. Uno per tutti la Ferrari 250 GTE. La differenza rispetto alle pantere degli anni Cinquanta c’è. Sulla portiera è infatti indicato: SQUADRA MOBILE-TEL.555.555, cosa che non avviene nel decennio precedente;oltre a questo bisogna aggiungere l’adesivo con la pantera ed il lampeggiante azzurro.
Le vicende dei mezzi in grigioverde sono, se vogliamo, le meno complesse da ricostruire. Possiamo dividere le vicende delle iscrizioni sui mezzi in due periodi:prima e dopo il 1969, anno dell’applicazione delle nuove scritte, in seguito all’istituzione nel 1968 del servizio pubblico 113, con la conseguente comparsa del disco telefonico. Prima di quell’anno infatti, le scritte laterali sono solamente – salvo rare eccezioni – SQUADRA MOBILE e POLIZIA SCIENTIFICA, con caratteri piccoli a stampatello, prima verniciati e poi autoadesivi. La Stradale è infatti contraddistinta dal solo emblema del Centauro, posto anteriormente e posteriormente. Solamente gli stemmi delle varie Società Autostradali vengono collocati proprio sugli sportelli. A partire dal 1969, oltre al disco 113, compare la scritta laterale POLIZIA, con al di sotto l’indicazione del Reparto. La Polstrada fa eccezione. Pur avendo anch’essa infatti sulle portiere la scritta POLIZIA-113, non reca insieme ad essa la dicitura STRADALE, ma il Centauro in posizione immutata, così come avvenuto in quel momento. A differenza della colorazione bianco-azzurra, il disco telefonico è posto sempre a destra della scritta, anziché verso la parte anteriore del mezzo, su entrambi i lati.

 

L’azzurro medio

La vera modernizzazione da questo punto di vista avviene nel 1975 quando il grigioverde, colore tanto affascinante quanto purtroppo antiquato, lascia spazio al nuovo azzurro. Sul nuovo colore viene applicata una banda riflettente bianca. Le finiture bianche, facilitano la individuazione delle macchine in condizione di visibilità precaria e, specialmente nel servizio di polizia stradale, consentono un miglior collegamento a vista nelle operazioni combinate con elicotteri. La scritta POLIZIA sulle fiancate delle autovetture è realizzata con materiale bicolore ad alto potere rifrangente ed i caratteri che la compongono, più grandi degli attuali, sono dimensionati alla sagoma dei mezzi.
La nuova riverniciatura parte dai mezzi in servizio effettivo, a cominciare dalle autovetture: si inizia dalle Volanti e dalle pattuglie della Stradale, fino ai furgoni e a tutti gli altri veicoli non operativi. Il cambio viene evitato su quei mezzi che, prossimi alla dismissione, rendono l’operazione inutilmente dispendiosa.

Tra i tre colori descritti, è sicuramente l’azzurro quello ad avere il maggior numero di varianti non solo in virtù del passare del tempo, sono oramai trenta gli anni di servizio, ma anche contemporaneamente. La distinzione, talvolta non facilmente identificabile a occhio nudo, avviene soprattutto tra autovetture e mezzi pesanti o, in alcuni casi, tra mezzi di Case diverse, quali BMW e Mitsubishi. In queste ultime, la tonalità evidentemente più chiara ha dato luogo all’esigenza di uniformare agli altri mezzi il tipo di azzurro sulle forniture successive.
Il mutamento più evidente tra le varie gradazioni di colore su larga scala avviene comunque nel 1996. A partire, tra le vetture, dalle Alfa Romeo 155 1.8 Twin Spark III serie, le 16v. e dalle Fiat Punto 60 S I serie restyling, l’azzurro viene schiarito.
Tutte le vetture, fino al 1992, seguono generalmente il medesimo schema: la banda occupa l’intera parte superiore della fiancata, al di sotto dei finestrini ed i montanti posteriori, per proseguire sulla “V” bianca presente sul tetto, avente funzione di indicare la direzione del mezzo per le operazioni coordinate da elicottero. La scritta bicolore POLIZIA, squadrata, è posta su ciascun lato a cavallo delle portiere anteriori e posteriori, secondo lo schema POL-IZIA. A questo principio esistono tuttavia diverse involontarie eccezioni. Su diverse Punto, ad esempio, questo viene variato in POLI-ZIA.
Nel 1983 l’ Alfa Romeo 33 presenta sulle vetture la scritta inserita interamente sullo sportello anteriore. Non si tratta in realtà di una libera scelta, ma di una decisione provocata dal fatto che le maniglie nere dell’auto, di notevoli dimensioni,impediscono l’applicazione dei caratteri secondo lo schema in uso. L’inserimento della scritta interamente sulla portiera anteriore avviene anche sulle Fiat Undo che, da parte loro, recano anche la novità di una banda bianca non più occupante l’intera metà superiore della fiancata, ma applicata nel mezzo, ovviamente in senso latitudinale; così avviene anche nel 1993 per la Punto. Particolare di quest’auto la doppia soluzione, presente principalmente nei primi e negli ultimi esemplari, con la scritta inserita interamente sullo sportello anteriore; negli altriquesta risulta invece posta a cavallo. Il principio generale rimane comunque in vigore fino all’uscita di scena dell’Alfa 75. Nel 1992 l’entrata in servizio dell’Alfa 155 segna l’inizio di quello che in realtà rimarrà un caso unico: la doppia banda bianca orizzontale, con la sua eliminazione dai montanti. La scritta rimane posta tra i due sportellima, per poter essere inserita a cavallo solamente della striscia inferiore, viene rimpicciolita, con caratteri spaziati. L’unico caso analogo rimane quello della coppia di Toyota Carina E SW. In realtà tra il 1995 ed il 1996, anche BMW 320i Touring, Volkswagen Passat Variant e Lancia Dedra SW adottano la doppia banda, ma con una scritta POLIZIA, sperimentata anche sulla 155, a caratteri arrotondati ed inclinati. Questi rappresentano una sorta di “livrea di passaggio”, ove la scritta è posta ancora a cavallo della striscia bianca ed è prototipo di quella successiva, simile nei caratteri, presentata a partire dalle FIAT Marea.
Nel 1996 infatti, proprio con quest’ultima autovettura, si ha la più grande svolta dopo quella vvenuta vent’anni prima con la fine del grigioverde. Pur non mutando nei colori infatti, la grafica viene completamente rinovata. La scritta, che rimane comunque bicolore, viene arrotondata, ingrandita ed inclinata nel senso opposto alla marcia del mezzo, oltretutto con un sottile bordo nero. Oltre a ciò, ritorna il montante biancoe, viene “istituzionalizzata una nuova scritta posteriore arrotondata, volta ad una più immediata identificazione dei mezzi. Dal 1997 anche molte tra le vetture già in servizio vengono dotate di questa scritta con caratteri squadrati uguali a quelli della fiancata, in misura ridotta. Le 155 la recano in azzurro sulla banda posteriore bianca, mentre sulle Punto questa è bianca, applicata direttamente in campo azzurro. La livrea segue un tacito principio di base: essa segue la “vita”del mezo fino alla sua uscita di produzione, anche nel caso che in un altro veicolo venga introdotto un qualsiasi aggiornamento estetico. Per fare un esempio: la presentazione della nuova scritta sulla Marea non comporta un contemporaneo cambiamento, sotto questo aspetto, sulle Punto o sugli altri mezzi. Tuttavia è molto recente forse la più evidente eccezione a questo principio: il furgone FIAT Ducato. Dal 2000 infatti, pur non essendo presentata una sua nuova versione, esso passa repentinamente dalla vecchia scritta a quella nuova, con in più una banda bianca applicata sull’intera lunghezza della fiancata. Fino ad ora infatti, tutti i furgoni – così come i fuoristrada ed i camion – hanno una piccola, posizionata sul portellone laterale o sullo sportello della cabina di guida, atta escusivamente ad ospitare la scritta POLIZIA. Lo stesso principio è valido per i fuoristrada, fino a quelli di marca straniera. Altro caso particolare è la scritta POLIZIA sugli Uffici Mobili, realizzati su telaio Ducato II serie. Essa si presenta di notevoli dimensioni, arrotondata, non inclinata e posta ancora a cavallo della banda bianca. A partire dal 1999, sulle ambulanze viene presentata una scritta bianca in campo azzurro, a caratteri rovesciati, tipica di questo tipo di mezzi, per l’identificazione nello specchietto retrovisore da parte dei veicoli che li precedono. Il disco 113 è, rispetto alla scritta POLIZIA, posto sempre verso la parte anteriore del mezzo. Unica eccezione: il Mitsubishi Pajero che, per la particolare conformazione della fiancata, rende obbligatorio l’inserimento su entrambi i lati della scritta Polizia e del disco 113 rispettivamente su sportello e su parafango posteriore. L’abbinamento risulterà quindi 113-POLIZIA a destra e POLIZIA-113 a sinistra. Sul Pajero, oltre che sul Land Rover Discovery, la particolarità sta anche nella scritta posteriore. Mentre nel primo infatti lo spazio viene ricavato sul rivestimento nero della ruota di scorta sul secondo ciò avviene, nella prima serie, sul cerchione azzurro della medesima ruota. Nella seconda serie però la scritta passa in bianco sul copriruota nero, adottato anche per il fuoristrada di fabbricazione inglese.

 

I LAMPEGGIANTI

Il lampeggiante rappresenta il denominatore comune tra tutti i mezzi adibiti alla funzione di soccorso pubblicoe, unitamente ai particolari colori dei veicoli stessi, l’elemento maggiormente caraterizzante. L’evoluzione dei dispositivi luminosi è segnata dal mutamento normativo in osservanza a quanto previsto in questa materia dai Codici della Strada che si succedono negli anni.Non si incontrano preticamente questo tipo di apparati sui mezzi della Pubblica Sicurezza fino a circa la metà degli anni Cinquanta, quando viene stabilito che i mezzi di soccorso rechino un faro di colore rosso intermittente. La vera svolta in questo senso avviene però nel 1959, quando il nuovo Codice della Strada sancisce l’installazione di un faro di colore azzurro su gran parte dell’autoparco dei mezzi adibiti a soccorso pubblico fatta eccezione ad esempio, per i Reparti Celeri e Mobili fino agli anni Settanta e per alcuni reparti con autoparchi più limitati, di solito non svolgenti mansioni di pronto intervento. Ciò avviene in due fasi: la prima, di breve durata, prevede la sostituzione – o l’aggiunta – della luce rossa con una azzurra, mentre la seconda stabilisce che la medesima luce assuma la “forma” di un giro faro posto sul tetto. Per molti anni l’effetto lampeggiante è provocato mediante una paletta rotante inserita in una cupola di plastica blu. In questo periodo le FIAT Campagnola dotate di lampeggiante presentano un supporto metallico di sostegno del segnalatore luminoso della lunghezza di una ventina di centimetri, posto sulla cappota della versione telonata. Dal 1993 su molte delle nuove vetture, inizia ad essere installato un nuovo tipo di “fungo”, con un meccanismo elettronico: la frequenza di lampeggiamento è guidata da un circuito integrato. Ciò d’altra parte non avviene su tutti i mezzi: non è raro infatti vedere dei veicoli successivi con il vecchio effetto rotante. Intorno alla metà degli anni Settanta, anche dopo la presentazione dell’Alfetta dei Carabinieri e di quella della Guardia di Finanza poi, per la prima volta equipaggiate con un doppio lampeggiante, la Polizia decide di mantenere sulle proprie autovetture veloci, unica fra le Forze dell’Ordine, il vecchio schema con una sola luce azzurra centrale.Così avviene fino al 1996, anno di presentazione della nuova barra luminosa sulla Fiat Marea. Prima di parlare però di quest’altra grande svolta, non possiamo non menzionare la doppia luce alternata posta su diverse Alfa Romeo 155 in servizio presso la Società Autostrade. Ciò viene realizzato sulle prime due serie – non quindi sulla 16v – per aumentare la visibilità delle pattuglie da grande distanza. Il modello viene anche installato sulla Fiat Croma III serie e sul Fiat Ulysse I serie delle Autovie Venete. L’esperimento dura circa tre anni, ma non ha sèguito, anche se può essere considerato il preludio all’adozione dell’attuale barra luminosa. Il nuovo modello ATV 8000 costituisce l’aggiornamento in questa materia della nostra Polizia, le cui vetture assumno ora un aspetto più “americano

LE SIRENE

La sirena rappresenta l’elemento più importante per lo svolgimento delle funzioni di soccorso pubblico. Sui residuati bellici viene montata una sirena di marca La Sonora. Sulle Alfa 2600 Sprint, all’inizio degli anni Sessanta, viene posizionata esternamente sotto il paraurti anteriore. Con la Giulia Berlina si escogita una nuova posizione, vale a dire dietro la mascherina anteriore, all’altezza del faro interno di destra. Ciò rende necessaria la sostituzione della calotta del proiettore con una griglietta metallica da cui far fuoriuscire il suono; questa viene montata simmetricamente anche dalla parte sinistra, anche se in assenza del dispositivo acustico, per salvaguardare le ovvie esigenze estetiche. Sulle Giulia della Stradale, compresa la versione Speciale, le griglie sono invece assenti e vengono mantenuti i quattro proiettori, anche per poter contare su un completo apparato luminoso. Su queste auto la sirena è posta, come di norma sulla maggioranza delle vetture, all’interno del cofano motore. Sempre tra gli anni Sessanta e Settanta, particolare è la collocazione sulla FIAT Campagnola AR 51, 55 e 59 e sui furgoni quali il FIAT 1100/I esteriormente sul parafango destro. La prima metà degli anni Ottanta è l’epoca della sirena bitonale: l’apparecchio consiste in una “scatola” di plastica verniciata in azzurro “Polizia” di forma rettangolare, posta sul tetto in posizione avanzata. Al di sopra di essa viene posto il lampeggiante blu, davanti all’antenna. Ciò avviene su moltissime Giulietta I serie e su praticamente tutte quelle della II e III serie. Tra le altre principali vetture, viene installata successivamente anche su diverse Alfetta I serie e su tutte quelle delle serie successive, su molte Alfa 90 I serie e 75, sempre I serie. La storia della bitonale sul tetto si chiude con l’Alfa 33 I serie e I serie restyling. Anche gli altri mezzi in servizio in quel periodo adottano lo stesso sistema. Con la fine degli anni Ottanta la bitonale montata sul tetto va in pensione, per lasciare il posto a quella posta all’ interno del cofano motore. La stessa sirena ricompare all’esterno della vettura con la FIAT Marea, integrata barra luminosa sul tetto.

TARGHE POLIZIA

 

Cercando di mantenere il più possibile la cronologia, iniziamo l’esame da tre modelli per così dire “minori”, introdotti nell’immediato dopoguerra sui residuati bellici.
Nel primo POLIZIA i numeri di serie sono verniciati direttamente sulla carrozzeria, ricavati “in negativo” amaranto sul paraurti anteriore e posteriore dipinti di bianco.
Il secondo è l’unico caso di targa appartenente ad una singola Specialità, realizzato su base locale. Nella riga superiore appare in rosso POLIZIA STRADALE ed in quella inferiore, in nero a caratterie più grandi, la numerazione di quattro cifre.

1983 - 1989

Lasciamo volutamente per ultimo il modello appartenuto ad esempio ad una delle prime volanti: la Lancia Astura. La targa reca a stampatello la dicitura PUBBLICA SICUREZZA in rosso su due righe, con il numero progressivo in nero. Le cifre sono, nel caso dell’Astura, due: il 71.
La prima grande serie di targhe è comunque rappresentata dalla versione “Polizia” di quelle civili quadrate, anche queste nel formato introdotto nel 1927 sulle vetture di serie. Il colore è bianco, con il Corpo di appartenenza in rosso e la numerazione in nero. Rispetto agli altri corpi, si propende per l’inserimento dell’intera denominazione POLIZIA. La conseguenza è lo sfruttamento dell’intera riga superiore riducendo ai quattro caratteri di quella inferiore quelli utilizzabili. Considerando d’altra parte l’insufficienza di questi, le vetture da targare sarebbero potute arrivare solo a diecimila, senza l’adozione di una prima lettera, viene aggiunto sulla stessa riga un quinto numero, dando luogo ad un modello del tutto inedito.

1989 - oggi

Con l’evoluzione della linea delle automobili, cambiano anche gli spazi a disposizione per l’alloggiamento della targa: non più quadrati, ma rettangolari e allungati, così come avviene in quasi tutti i Paesi Stranieri. Se nella versione civile questo problema viene risolto fin dal 1976 con il cambio delle vecchie targhe con quelle a due pezzi componibili anche in senso orizzontale, le Forze dell’Ordine e la Polizia in particolare, tardano ad aggiornarsi alla mutata situazione. Si verificano infatti sulle nuove vetture dei discreti inconvenienti per il posizionamento. Ricordiamo il caso dell?Alfasud, della Regata e, soprattutto della Fiat AR 76 Campagnola, per la quale si deve perfino ricorrere alla divisione del metallo in senso orizzontale, affiancando i due pezzi (POLIZIA e la numerazione) con il risultato, pessimo esteticamente ma inevitabile, di una lunga targa orizzontale. L’adozione di un nuovo modello è oramai obbligata. Nel 1985 infatti, la Polizia adotta un tipo di targhe metalliche rettangolari. Mentre altri soggetti dotati di targhe speciali, primo fra tutti l’Esercito Italiano, ricorrono però ad un sistema composto da tre numeri e due lettere su un’uica riga, la P.S. adotta nuovi caratteri, del tutto inediti; la scritta POLIZIA viene inserita sulla riga superiore con, al di sotto, i cinque numeri che proseguono la sequenza rispetto al modello precedente, a partire da POLIZIA 63001. Le ridotte dimensioni delle nuove targne permettono la loro applicazione sia su mezzi che richiedono una targa quadrata sia, soprattutto, su quelli il cui alloggiamento porta targa è orizzontale. A differenza delle precedenti, le targhe posteriore e anteriore sono assolutamente identiche; nella prima serie viceversa quella anteriore è, proprio come quelle nere civili, rettangolare di piccolissime dimensioni con POLIZIA anteposta alla sequenza numerica, diversamente dalle stesse targhe civili, nelle quali la sigla della provincia è viceversa posposta. Nel modello del 1985 è fondamentale, ancor più dell’elemento prettamente g rafico, l’aspetto funzionale. Le targhe diventano rifrangenti, realizzate con uno speciale materiale che diventa luminosissimo quando viene colpito dalle luci di un altro veicolo. Inoltre questo materiale rende impossibile le contraffazioni e le falsificazioni, perché si può lavorare con macchine speciali, di cui soltanto lo Stato dispone, e contiene nel suo interno un particolare disegno, cioè una specie di filigrana, assolutamente a prova di falsario.

Targa "PROVA"

Nel 1990, anziché il numero 80000, si anticipa l’introduzione del sistema alfanumerico, mediante la sostituzione della prima cifra con la lettera “A”. L’anno seguente, a partire dal numero A5501, il modello varia di poco: i caratteri mutano leggermente, aumentando lo spessore, per ovviare ad una certa carenza di leggibilità di quelli precedenti. Dal 1999, con il numero D7001, i medesimi caratteri, rimanendo stavolta immutati, ritornano ad essere più sottili. Non è infrequente, soprattutto qualche anno fa, incontrare mezzi con il nuovo modello di targa con una numerazione inferiore a 63001. Ciò avviene in seguito alla successiva sostituzione del vecchio modello con quello nuovo, senza reimmatricolare il mezzo che mantiene il medesimo numero di serie mediante un duplicato.

TESTI : Paolo Masotti - "Polizia in Movimento-Auto e moto dal 1945
ad oggi", Dipartimento della Pubblica Sicurezza, 2003

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ProdEl 60/7/16

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